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Ferruccio Farina

SIGISMONDO MALATESTA, 1417-1468

Le imprese, il volto e la fama
di un principe del Rinascimento

prefazione di Remo Bodei

MAGGIOLI EDITORE

240 pagine, 138 illustrazioni a colori

 

 

Il volume vuole orientare il lettore, digiuno di storia dei Malatesta o specialista, a recuperare un profilo biografico di Sigismondo, principe tra i più celebrati del Rinascimento, al di fuori degli stereotipi in cui, troppo spesso, è stato cristallizzato.

 

Propone una ricostruzione storica della sua figura che vuol prescindere dalla fama che, immeritatamente, l’ha accompagnato per sei secoli e l’ha trasformato da uomo della storia in personaggio della fantasia e della leggenda, che l’ha narrato talvolta come un diavolo capace delle azioni più turpi, talvolta come eroe dalle imprese degne della mitologia antica.

Due estremi opposti che traggono origine, diretta o indiretta, per piaggeria cortigiana, per filopapismo, per antipapismo o per inerzia storiografica, da quella fonte straordinaria che è

la pervicace campagna mediatica messa in campo dall’abilissimo papa

Pio II, invidioso di lui fino all’inverosimile.

Una fonte inquinata, come dimostra il volume, purtroppo potente, che ancor oggi, grazie al sigillo pontificio e al fascino delle contraddizioni che sollecita – lussuria e misticismo, violenza e poesia, eroismo e turpitudine – continua a trovare estimatori.

 

Certo, Sigismondo non fu né un santo né un beato. Ebbe i vizi e le virtù degli uomini di guerra e di potere dei suoi tempi. Fu violento e implacabile in battaglia, scaltro in politica. Spesso incline agli eccessi. Ma, certamente, non fu neppure il mostro del male come la leggenda di cui Pio fu l’iniziatore, ancora lo racconta. Fu, come tanti, un condottiero valoroso, un principe magnifico, un mecenate generoso, un umanista che si dilettava nel leggere i grandi della classicità e nel comporre versi, che si confrontava con i saggi e sognava splendore.

Ma non solo.

Del Rinascimento agli albori, in uno dei momenti più rivoluzionari ed esaltanti della civiltà occidentale, fu un protagonista di primo piano, coraggioso e innovatore.

A testimoniarlo è la sua più grande impresa: il Tempio Malatestiano.

 

Il volume è organizzato in quattro sezioni.

Sigismondo Pandolfo Malatesta. Un principe umanista tra storia e leggenda

che, del signore di Rimini, traccia il profilo di condottiero e di principe.

Il volto, 1439-1468
galleria di ritratti a lui contemporanei, censita e commentata.

Le imprese: quando e come, cronologia delle sue gesta con note bibliografiche.

La fama: elogi e invettive tra XV e XX secolo
antologia di brani tratti da documenti, cronache, storie e opere di narrativa.

 

In copertina:

Agostino di Duccio, Sigismundi vera est victoris imago, fine 1454, inizi

1455. Marmo, cm 89. Particolare del bassorilievo sul coperchio dell’Arca

degli Antenati e dei Discendenti. Cappella della Madonna dell’Acqua.

Rimini, Tempio Malatestiano. Riproduzione da un calco in gesso conservato

al Museo della Città di Rimini “Luigi Tonini”. Foto di Casalboni &

Delucca Fotografi.